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Uno dei mezzi per viverla

di Ilaria Scala - 22/12/2011

Come spesso accade, è Hollywood una delle prima industrie culturali a registrare i cambiamenti della società USA, e a raccontarli al mondo.

È iniziato il filone dei film che raccontano la crisi, la disoccupazione, la fine – temporanea – del sogno americano della middle-upper-class che passa dall’esser soci di esclusivi circoli di golf all’essere disoccupati nello spazio di poche ore.

Esponente valido del filone è questo The Company Men, di John Wells, uscito nelle sale nel 2010.

Vi si narra la storia corale di un gruppo di dipendenti di un colosso dell’industria navale, più o meno coinvolti nel calo della produzione, nella chiusura di un cantiere e nei tagli al personale.

Ognuno reagisce a suo modo: chi deprimendosi, chi arrabbiandosi, chi coltivando illusioni di riscatto. Tutti sono costretti ad inventarsi una nuova vita.

E il cambiamento, la novità, sono descritti come occasioni di crescita, anche se non per tutti.

Il film, ben girato con stile asciutto e per niente enfatico, come si addice al tema, ottimamente recitato da un team affiatato di attori senza lustrini dediti alla causa (Ben Affleck, Tommy Lee Jones, Chris Cooper, l’ex sex-symbol Kevin Costner, finalmente a suo agio in una parte dopo anni di buchi nell’acqua), evidenzia con intelligenza alcuni aspetti della crisi, da tenere a mente come possibili semi di rinascita: il ruolo delle donne, che qui fungono da ancore di sostegno a uomini deprivati del loro unico ruolo sociale – quello di lavoratori –, salde e razionali nell’assorbire il mutamento del tenore di vita e nel rilanciare le famiglie intorno ai valori più importanti (di solidarietà e di affetto); la possibilità – difficile da importare in un mondo del lavoro bloccato come quello italiano – di approfittare del momentaneo disorientamento per scoprire altre e diverse attitudini, nuovi mestieri, magari manuali, nuovi rapporti, familiari e non, in cui specchiarsi per crescere finalmente più forti.

Ché a nessuno fa piacere perdere il proprio stipendio, ma accorgersi che, se ciò accade, la causa di quello stipendio – il lavoro – era diventato il vero fine della vita anziché uno dei mezzi per viverla, può costituire un’utile rivelazione. 

 

The Company Men, di J. Wells
con T.L. Jones, C. Cooper, B. Affleck, K. Costner, M. Bello
USA 2011

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